Halloween in puglia

Halloween è una festa che negli ultimi decenni si è diffusa in Italia e di conseguenza anche in Puglia. Molti la idolatrano, altri la odiano perché credono che sia una festa che non ci appartiene, in realtà a ben vedere i popoli del sud potrebbero aver molto in comune con questa festa. Sì, perché nonostante molti credono che Halloween sia una festa importata dagli Stati Uniti, un antropologo siciliano ha dato una nuova rilettura alle origini di questo evento. In questa sede non vogliamo discutere della madrepatria della festa, ma semplicemente scoprire alcuni interessanti aspetti culturali della nostra regione che sembrano riprendere quelli dell’avvenimento tanto rinomato. Infatti in Puglia si nascondono alcuni paesini che hanno tradizioni simili a quelli che sono riprese da Halloween.

Halloween ha origini italiane?

L’antropologo Luigi M. Lombardi Satriani afferma che culti simili a quelli celebrati da Halloween preesistevano nelle popolazioni del sud Italia. In particolare la Sicilia e la Calabria. Secondo l’antropologo, i nostri antenati emigrati nel nuovo continente hanno portato con sé i riti di questa festa. L’importazione dell’America sarebbe dunque un viaggio di ritorno. C’è da dire che gli Stati Uniti hanno sicuramente apportato maggiore popolarità alla festa, rendendola quella che conosciamo tutt’oggi. Sempre secondo lo studioso, i riti primitivi e folkloristici hanno alla base il senso e l’esigenza di attuare un contatto con i defunti. Aspetti che possiamo ritrovare tutt’ora in Halloween.

Ma ora passiamo ad analizzare nello specifico i paesini pugliesi che legano le proprie usanze a quelle di Halloween.

Halloween a Orsara di Puglia

Orsara di Puglia, in provincia di Foggia, è probabilmente la più conosciuta se si parla di tradizioni affini ad Halloween e che precedono l’evento così come lo conosciamo oggi. In questo piccolo borgo, la notte tra il 1° e il 2 novembre si celebra la notte dei fucacoste e cocce priatorjie. Secondo la tradizione le anime dei defunti tornano sulla terra, di conseguenza, la popolazione addobba le strade per accoglierli. Zucche illuminate con candele adornano le strade, queste zucche, chiamate appunto cocce priatorjie, simboleggiano le anime stesse, che riescono a scendere in terra. Inoltre per le vie, sono accessi anche dei falò (i fucacoste) che invece hanno lo scopo di guidare le anime verso il cielo. L’utilizzo della zucca può sembrare frutto di un’importazione, in realtà si tratta di una tradizione antichissima, molto diffusa tra le popolazioni del sud Italia.

Fua Coste e Cocce Priatorjie a Orsara di Puglia

Halloween in altri paesi in Puglia

A San Nicandro Garganico la notte del 1° Novembre le strade del paese si preparano ad accogliere la processione delle anime dei defunti. Durante la quale costoro tornano in terra per riabbracciare i propri cari. Le Zucche scavate con sembianza di teschi illuminano le strade. All’interno delle zucche sono inserite delle patate con del liquido incendiario. Venivano poi esposte fuori da ogni casa, in modo che le anime dei defunti potessero individuare facilmente la casa dei propri famigliari.

A Massafra, in provincia di Taranto, la tradizione racconta che la notte del 31 ottobre le vie della città vedevano protagonisti i defunti, che con una fiammella sul dito uscivano dal cimitero. Oggi per celebrare quest’antica leggenda, la notte di Halloween, la città festeggia con l’evento “Massafra nel Medioevo-Nella notte dei masciari” durante il quale maghi e fachiri popolano le vie del centro storico.

Non possiamo di certo concludere che Halloween sia nato in Puglia, ma è molto interessante scoprire come culti simili preesistevano nella nostra cultura. Tradizioni ed usanze che oggi si sono modificate, si sono spogliate della carica folkloristica e religiosa che avevano un tempo, e hanno assunto gli aspetti di una pratica di tendenza e consumistica diffusasi quasi in tutto il mondo, ma che non dobbiamo disdegnare perché, come abbiamo visto, nelle nostre antiche tradizioni c’è qualcosa di molto simile all’attuale Halloween.

Foto Carla Fiume

Classe 1993, mi piace scrivere, viaggiare, lanciarmi in nuove avventure e scoprire nuovi luoghi. Mi emoziono facilmente davanti ai tramonti e ai gattini.

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