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Carnevale di Putignano

Carnevale di Putignano

Se si è appassionati di questa festività, è impossibile non conoscere il Carnevale di Putignano! È tra gli eventi più famosi della Puglia, ogni anno accoglie numerosi turisti provenienti da tutto il mondo. È il carnevale più lungo e più antico d’Europa. Lo scorso anno è arrivato alla sua 626° edizione, con molto rammarico quest’anno non si terrà. La maschera protagonista è Farinella e prende il nome dall’omonima pietanza tipica della città di Putignano.

Le origini

Nel 1300 la costa pugliese era vittima di costanti attacchi da parte dei Saraceni. L’obiettivo era proteggere le reliquie del Santo Stefano Protomartire, conservate nell’Abbazia di Monopoli. Si decise, dunque, di trasferirle nell’entroterra pugliese, a Putignano.  Così il 26 dicembre del 1394 le reliquie del Santo vennero spostate da un paese all’altro accompagnate da un corteo sacro. Il racconto popolare narra che i contadini di Putignano impegnati nella propaggine, ovvero l’innesto delle viti, quando videro la processione si unirono in un corteo festoso ballando e cantando. Nasce così la Festa delle Propaggini che ogni anno sancisce l’inizio del Carnevale di Putignano.

Sfilata carri putignano
Sfilata dei carri allegorici a Putignano

Farinella l’icona del Carnevale di Putignano

Come abbiamo detto, Farinella è la maschera tipica di Putignano. Prende il nome dal piatto tipico, che consiste in una farina finissima, proveniente da ceci e orzo, che vengono prima abbrustoliti poi ridotti in polvere attraverso mortai di pietra. Pietanza semplice e sostanziosa che deriva dalla tradizione culinaria contadina di Putignano. La maschera però, ha ricevuto modifiche nel corso degli anni. Mentre il primissimo Farinella era un misero ubriacone, la seconda che risale agli anni ’50, è una sorta di fusione tra la maschera di Arlecchino e il Jolly delle carte da gioco.

Veste un abito rosso e blu, i colori della città, e un cappello a tre punte con campanelli, tre come i colli su cui sorge la città. Ciò che rimane della maschera precedente sono le fattezze del volto rosso e arzillo.  Riassume anche il carattere tipico del putignanese, allegro, ironico, amante della buona cucina e del buon bere.

Ma ci fu un episodio in particolare a rendere Farinella un eroe della patria. Nel XIV secolo, i saraceni disseminavano paura tra i paesi limitrofi di Putignano, un tale conosciuto come Farinella, che faceva il fornaio propose un’idea per scampare alle razzie dei Saraceni. Suggerì di fingere che la città fosse colpita da una grave malattia infettiva, come la peste che aveva da poco colpito la popolazione. Di spargere, dunque, sul corpo la farinella così da sembrare ricoperta di orribili pustole, fingersi monatti con carri pieni di cadaveri infetti, cosicché all’arrivo dei nemici sarebbero scappati via. Così accadde e da quel momento Farinella divenne un eroe che aveva salvato i Putignanesi.

Carri allegorici putignano
Carri allegorici putignano

Le tradizioni e le celebrazioni del Carnevale di Putignano

Il 26 dicembre è Santo Stefano, il patrono della città e sancisce anche l’inizio del Carnevale di Putignano con le propaggini. Da questo giorno fino al Martedì Grasso il paese si animerà con riti e tradizioni, in particolare il giovedì è un giorno di festa. Infatti in ogni giovedì che si sussegue fino al martedì grasso ci sono appuntamenti con fulcro su diverse categorie, chiamati i “Giovedì di Carnevale”. Durante questi appuntamenti ci si prende gioco in maniera ironica di diversi personaggi proveniente da ceti sociali differenti. Si parte dai Monsignori e si finisce con i cornuti, il cui evento è tra i più celebrati. Infatti durante quest’ultimo giovedì si celebra il goliardico rito del taglio delle corna.

I carri allegorici

I carri allegorici fatti di cartapesta sono una vera tradizione di Putignano. Si pensa che i primi siano stati creati intorno ai primi del Novecento, in cui venivano realizzati piccoli carri con pupazzi di paglia e stracci. L’uso della cartapesta si raggiunge solo negli anni ’50. I protagonisti dei carri allegorici sono personaggi del mondo della politica, eventi culturali o sociali. A vegliare sulla realizzazione finale dei carri allegorici troviamo una figura sul quale si erge lo stesso carnevale di Putignano: il mastro cartapestaio. Figura che ricorda un po’ il mastro trullaro, per la loro bravura nell’artigianato ma diversi per settore. Tra i più famosi ricordiamo il maestro Armando Genco. Spinto dalla voglia di dar movimento ai suoi carri, fu il primo ad animare con piccoli movimenti le sue creazioni, in particolare iniziò con il carro “due ragazze e un marinaio”.

Foto Carla Fiume

Classe 1993, mi piace scrivere, viaggiare, lanciarmi in nuove avventure e scoprire nuovi luoghi. Mi emoziono facilmente davanti ai tramonti e ai gattini.

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